DI LORENZO SPELTONI
                 ” Guardami dall’alto e vedrai in me un pazzo. Guardami dal basso e vedrai in me un Dio. Guardami dritto negli occhi e vedrai te stesso. ” Charles Manson.


Siamo quotidianamente stimolati da situazioni che ci portano fin troppo spesso a riflessioni pessimistiche sul mondo che ci circonda.  Chi di noi non ha mai esclamato frasi come ” la gente è impazzita”, oppure ” stiamo davvero toccando il fondo” ? 

E sia pure, il mondo sembra essersi trasformato in un carro colmo d’esplosivo lanciato in discesa senza freni , e noi siamo seduti comodi e indifferenti alla fine di quella discesa.  Negli ultimi venti o trent’anni circa si è registrato un aumento impensabile della violenza; sono aumentati non solo i cosiddetti “piccoli crimini” ma anche le aggressioni verbali, le liti, le minacce e le ingiurie. 

Trovo peculiarmente affascinante, da un punto di vista puramente contemplativo , che il meccanismo di regressione mentale , così come quello della coscienza , si manifesta in quell’appetito di emozioni grezze oggi così drasticamente attivo. L’incombente necessità di iniettarsi scariche emotive con dosi sempre più massicce quanto labili , usa e getta , ritengo possa essere una tra le più efficaci panoramiche da cui valutare la nostra epoca.   Nonostante i nostri traguardi scientifici uno sguardo solo un poco più profondo ci rivela una palese decrescita umanistica; siamo sempre più simili a ” scimmie avvolte in bei vestiti ” per citare un grande capolavoro cinematografico di Guy Ritchie. Uno degli aspetti che sono meno da sottovalutare riguardo questa nostra tendenza nichilista è l’effetto ” pappagallo ” che ne scaturisce. 

L’abissale mancanza di punti di riferimento spinge le persone a imitare tutto ciò che è degno di essere considerato di moda , o che comunque incide , in una maniera o nell’altra, sull’andamento generalista del popolo. Il grave pericolo si cela comunque nella mancanza di filtri su queste imitazioni, così che oggi ci ritroviamo con adolescenti che si suicidano seguendo le regole di un ” gioco ” piuttosto che infrangerle e diventare ” impopolari ” , oppure – esempio sicuramente meno importante del precedente ma comunque preoccupante – persone di mezza età che si ridicolizzano sui social network tentando di imitare le celebrità attualmente in voga. In questo giardino catastrofico psicopatie e ansie, insicurezze e disagi fungono da perfetto concime utile alla fioritura di mostruosità al di là di ogni nostro più terrificante incubo.   Mentre siamo impegnati ad affannarci nel produrre ben più di quel che necessitiamo , non ci rendiamo conto di come la linea che separa il Valore delle Vita dalla sua inutilità e incomprensione si sta drasticamente assottigliando. 

Di questo passo da qui a non molto tempo non si avrà più comprensione del perchè sia piacevole essere “Vivi”, e se credete che il mio sia esasperato pessimismo forse dovreste riflettere su come oggi sempre più soggetti si dimostrino privi di scrupoli nel massacrare il prossimo sia moralmente che fisicamente.   Per darvi un’idea generale di quella che è la nostra situazione attuale, vi offro alcuni dati su un tema che ancora oggi è al centro di polemiche, contestazioni e discussioni di ogni tipo: il femminicidio. 

Premetto fin da ora che questo articolo non ha intenzione di dare spazio ad una categoria di vittime piuttosto che a un’altra; ritengo semplicemente che i femminicidi siano un esempio terrificante ma assolutamente calzante per quello che è il tema che ho deciso di affrontare con questo scritto.   Secondo le statistiche riportate da un articolo de ” L’Espresso “, nel 2016 è stata ammazzata una donna ogni due giorni.   Nell’articolo vengono poi differenziate le percentuali di quelle che sono le cause di questi omicidi, e ne risulta che solo il 17% sono vittime di delitti che non hanno nulla a che vedere con la categoria della ” violenza sulle donne”; parliamo dunque di rapine o altri casi simili . Vi è invece l’ 82% di vittime legate ad omicidi che non altro movente se non ” l’odio” , o comunque privi di un reale movente. Solitamente questi reati vengono commessi con una brutalità inusuale, che rasenta la bestialità più aberrante . È proprio il livello smisurato della violenza dell’atto che deve farci riflettere. Generalmente ad un avanzamento tecnologico ci si dovrebbe aspettare un parallelo avanzamento ” etico “, così come successe con l’avvento dell’Illuminismo , che tagliò ( fortunatamente ) i ponti con un passato oscurantista e spietatamente violento , per lasciare spazio ad un futuro di innovazione e progresso. Seguendo la logica del susseguirsi degli eventi , ad oggi il nostro dovrebbe essere un mondo caratterizzato da un’acutissima sensibilità unita ad un profondo senso etico e umanitario. Quello che si palesa d’innanzi ai nostri occhi è però un dipinto di scelleratezze e infamie. Ci possono essere diverse motivazioni in grado di spiegare il perchè di questo decadimento, e non sarò certo io , privo delle dovute competenze, a tentare di elencarne alcune. 

Trovo interessante il fatto che questa esplosione di crudità sia percepita a livello inconscio anche nelle moderne opere d’arte. Se mettiamo a confronto il bisogno grottesco di cogliere la violenza in maniera sempre più esplicita, con la visione pudica di mezzo secolo scorso, ci troviamo sorpresi nel constatare una radicalizzazione della violenza sia per quel che riguarda l’arte sia per quel che riguarda la comunicazione in genere. Ovviamente questo , da un punto di vista più ampio, è una condizione molto positiva, perchè ha permesso di slegare lacci e bavagli di un perbenismo cristianoide che paralizzava l’intero mondo occidentale. Ora però i “bei pensanti ” sembrano essere tornati più tragici e agguerriti che mai , e questo , forse , per via della nostra totale adempienza ad uno stile di vita che ha confuso la Libertà , quella Vera , con il diritto di poter agire, parlare e compiere qualsiasi cosa ci passi per la testa. Questo ha di conseguenza prodotto un contro bilanciamento da parte di alcuni , che sembrano essere tornati ad una mentalità mielosa e borghese, con l’effetto che gli uni sono diventati la benzina per il fuoco degli altri. Il risultato di questo scontro di maree divergenti ha come risultato una perdita totale della capacità di cogliere il ” senso ” delle situazioni . Siamo spaesati , viviamo di idee vaganti che si usano e gettano a seconda del nostro bisogno. 

Dobbiamo assolutamente riprendere coscienza di noi stessi, perchè stiamo incorrendo in una prospettiva di scissione invece che di unione, che sta mettendo in moto dei meccanismi sociali che si potrebbero evolvere in spaventose possibilità. Che cosa siamo diventati? L’uomo del XXI secolo è guerrafondaio , razzista , classista , e alla base di tutto questo , profondamente ignorante. Questi sono i nostri crimini, e questo è quello che ci rappresenta come specie. Non abbiamo più facoltà di sorreggere il cambiamento; la pigrizia è il nostro ornamento, e siamo unti da un malcontento che non abbiamo il coraggio di spodestare. Questa società è colpevole di partorire sciocchezze inaudite, complotti e misteri , pur di mantenere fuori dal contesto la nostra responsabilità personale al catastrofico fallimento del nostro tempo. Siamo incapaci di accettare i nostri fallimenti, e come bambini viziati e piagnucolosi diamo sfogo alla nostra frustrazione mentendo e distruggendo il buono che ci circonda , poichè restiamo incapaci di sopportarne anche solo la visione che ci ricorda la nostra grave colpevolezza. 

Dobbiamo rispondere dell’accusa di vigliaccheria contro noi stessi e il nostro pianeta. Tutto questo degrado riesce a propagarsi con così sciolta facilità perchè noi stessi siamo degradati fin nelle ossa, e lo squallore che tanto denunciamo in realtà è la nostra immagine nello specchio , e nulla di più. Siamo giunti allo scoccare della mezzanotte della civiltà. Le illusioni svaniscono e noi ci stiamo ritrovando a masticare la nuda e cruda realtà che era celata dietro tutte quelle nefaste promesse e le belle quanto velenose ” meraviglie ” del capitalismo. 

Ormai sembra davvero inevitabile : non si può più tornare indietro. Occorre un cambiamento drastico per porre rimedio alle nostre nefandezze ; occorre uscire allo scoperto e ammettere la nostra colpevolezza. Occorre essere davvero e dignitosamente Esseri Umani. 

Chiudo con una citazione di un grande rivoluzionario, un uomo che diede la propria vita per poter garantire a quella scintilla di umanità che si annida nel più abissali crepacci della nostra anima lunga e prosperosa vita.  Quell’uomo si chiamava Giordano Bruno , e spero che queste sue parole destino e facciano esplodere quella Scintilla che riposa dentro di noi, affinchè il suo pensiero possa tramutarsi in realtà .

 ” Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della propria esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo